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I protagonisti

 

Claudio Widmann

Psicologo e psicoterapeuta. Completato il training analitico personale, ha curato la formazione junghiana con Dieter Baumann e Adriana Mazzarella, entrando a far parte di un circolo di analisti fondato dallo stesso Baumann e da Marie-Louise von Franz. Dal 1992 è Direttore dell’I.C.S.A.T. (Italian Committee for the Study of Autogenic Therapy); dal 1995 affianca all’attività clinica quella di docente, tenendo lezioni e seminari presso università italiane e straniere e Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, nonché attività di relatore a convegni nazionali e internazionali in Italia. Costituiscono oggetto elettivo della sua trattazione la teoria del simbolismo, il significato psicologico di simboli archetipici, la dinamica della vita immaginativa, l’elaborazione dei sogni, la tecnica del trattamento analitico. Ha pubblicato numerosi testi, tra cui i più recenti: “Il viaggio come metafora dell’esistenza” (Ed. Scientifiche MA.GI. 1999), “In dialogo con l’inconscio” (Ed. Scientifiche MA.GI., 2011), “Il mito del denaro” (Ed. Scientifiche MA.GI., 2012),  “Simbolo o sintomo” (Ed. Scientifiche MA.GI., 2012).

 

 

Rosa Maria Cimino

Professore Associato presso l’Università degli Studi di Lecce, cattedra di Storia dell’Arte dell’India. Ha lavorato nell’Ufficio Culturale dell’IsIAO (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, ex IsMEO) dal 1970. Si è occupata in particolare dell’organizzazione di mostre in Italia e all’estero, delle pubblicazioni dell’Istituto, dell’organizzazione di convegni, conferenze, seminari. Si è anche interessata ai rapporti con i Ministeri, Ambasciate, Istituzioni culturali e scientifiche italiane e straniere. Ha insegnato per diversi anni ‘Cultura e Arte Indiana’ presso la Scuola di Lingue e Culture Orientali dell’IsMEO. Ha realizzato e curato tra le altre mostre di cultura e arte indiana, due mostre fotografiche: Kailash: la montagna degli dei e Kumba Mela, che ha di recente generosamente donato al Comune di Smerillo.

 

 Adolfo Leoni

A sei anni voleva fare il pilota d’aerei. A 19 aveva il brevetto. A sette anni voleva fare il giornalista. Dai 23 è la sua professione attuale, ma non ne parla più volentieri. Per la cronaca, ce ne fosse bisogno, ha lavorato per Il Sole 24 Ore, il gruppo Finegil (Repubblica-Espresso), ha diretto riviste e radio, attualmente è direttore responsabile del gruppo Medi@Comunicazioni.. A otto anni voleva fare il cuoco. Neppure un uovo in tegamino sa cucinarsi. Da quattro però dirige la rivista Il Gusto…della vita che si occupa anche di gastronomia. Ha suonato swing e rhythm and blues con la sua tromba dorata che gli costò un occhio della testa. Gli piace andare a piedi, un po’ pellegrino un po’ vagabondo. Ha scritto tre libri ed uno lo sta terminando. Racconta la Terra di Marca, di cui s’è innamorato sin da bambino. Un amore non corrisposto. Almeno gli pare. E’ ghibellino ma ama il Papa (in mancanza di imperatori). Lontano mille miglia dalla politica vorrebbe tornare ai Campi Hobbit. Ama le Sibille. Se ancora ce ne sono. Era tornato da poco alla fede quando un giorno un Grande gli disse: ti auguro di non essere mai tranquillo.

E mai tranquillo lo è stato.

 

Andrea Antinori

Geologo, naturalista. Attualmente insegna scienze presso il Liceo Scientifico Galilei di Macerata. Frequenta le montagne da molti anni e opera nel Club Alpino Italiano come Operatore Nazionale per la Tutela dell’Ambiente Montano (TAM). Le montagne che ha frequentato sono quelle delle Alpi e dell’Appennino per il loro interesse alpinistico e paesaggistico, ma la “montagna” per eccellenza, quella che lo assorbe da anni in una continua ricerca di tutte le sue dimensioni e suggestioni, è l’Appennino tra le Marche e l’Umbria. Ha pubblicato il libro I Sentieri del Silenzio (Società Editrice Ricerche), frutto di una lunga ricerca degli eremi e delle abbazie nascoste nelle pieghe di queste montagne, alla scoperta della dimensione spirituale e sacra del territorio. In questo momento sta studiando l’ambiente naturale del Monte Bove, nei Monti Sibillini, per la redazione di una guida naturalistica del gruppo, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.

7-8 CHILI

È un collettivo composto da giovani artisti, educatori e operatori sociali, dai percorsi di vita e di formazione eterogenei ma che, da alcuni anni, condividono il disegno di un’operazione artistica globale, capace di agire la creatività in una prospettiva di crescita culturale e di rinnovamento sociale. Nel 2011 sono presenti al Festival di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, nell’ambito di MARATHON OF THE UNEXPECTED, con il progetto Ossi di Seppia è tra i progetti selezionati per partecipare alla quinta edizione del Premio Equilibrio Roma per la danza contemporanea, sotto la direzione artistica di Sidi Labri Cherkaoui. Nel 2010 lo spettacolo BUIO partecipa alla finale del Premio Nuove Sensibilità a Napoli e in seguito selezionato al Master Nuove Sensibilità per assistenza alla regia del nuovo lavoro di Antonio Latella su Don Giovanni a Cenarteco; va in scena all’interno del Festival delle Arti Sceniche Ars Armando, Amandola (FM).

Performers: Davide Calvaresi, Giulia Capriotti, Valeria Colonnella, Maria Calvaresi, Ivana Pierantozzi.