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MILK in concerto

Nella spettacolare piazza centrale di Smerillo, sotto un cielo stellato, il Festival dedica una serata tutta particolare alla musica jazz, coinvolgendo il popolare gruppo milanese, Milk.

Lo stile proposto ai Milk è un jazz dalle molte sfaccettature, venato di pop ma con rimandi anche a rock ed elettronica e con sonorità che “mixano” suggestioni nordeuropee alla melodia italiana, passando poliedricamente attraverso ritmiche drum’n’bass, languori cinematici, clangori metal.

 

 

Roberto Pascucci – Contrabbasso; Composizione; Arrangiamento

Nato ad Ascoli Piceno nel 1968 ed attualmente residente a Cremona, suona il basso elettrico dall’età di 11

anni e il contrabbasso dall’età di 20. Ha studiato contrabbasso con Stefano Scodanibbio, Alfredo Trebbi

(Conservatorio di Fermo), Massimo Moriconi (Università della Musica di Roma). Ha accompagnato solisti

come P. Fresu, F. Boltro, R. Sellani, M. Manzi, M. Urbani, T. Ghiglioni, A. Montellanico, M. Giammarco, E.

Cisi, D. Mixon. Ha inciso cd con A. Stornello, F. Gambale, J. Weinstein, L. Scassa. Ha partecipato a varie

rassegne jazz in ambito nazionale. Ha accompagnato in reading attori come N. Marcorè e G. Onorato.

Attivo anche in campo pop, ha collaborato con Mogol e Paola & Chiara, con le quali si è esibito anche in

Canada, e con Antonio Marino (“X Factor”).  In campo rock, ha suonato col grande chitarrista Paul Gilbert (Mr. Big). Arrangiatore e cantautore, ha anche scritto musical per ragazzi e musiche per cortometraggi. In qualità di docente, ha collaborato con vari istituti pubblici e privati e tenuto seminari di strumento ed improvvisazione in varie località italiane. Ha collaborato con la rivista specializzata “Guitar Club”.

 

Gabriele Petetti – Pianoforte

Nasce ad Ancona nel 1968 e si avvicina da bambino al pianoforte di casa, ispirato dalle note della madre.

Rivolge la sua attenzione sin da subito alla musica jazz, oltre che a quella classica. Studia al Conservatorio

“Nicolini” di Piacenza con la Prof.ssa Lucia Romanini con cui poi si diploma in pianoforte a Reggio Emilia; si

laurea, inoltre, in Musicologia presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale dell’Università di Pavia.

Perfeziona, poi, la sua formazione in pianoforte classico con la Prof.ssa Anne Colette Ricciardi, presso la

Scuola Monteverdi di Cremona ove studia anche pianoforte jazz, armonia e tecniche della musica

improvvisata e musica d’insieme con Roberto Cipelli; frequenta, inoltre, i laboratori di musica jazz tenuti

dal pianista Giancarlo Tossani.Prende parte come esecutore e/o compositore a diversi progetti, anche

discografici, con musicisti quali i bassisti Enzo Frassi e Alex Carreri; i batteristi Max Pieri, Paolo Mozzoni

e Andrea Barbadori; i sassofonisti Emiliano Vernizzi, Florindo Grillo, Franco Gorni; le cantanti Kay Foster,

Mimma Davossa e Silvia Dalla Noce. Numerose le esperienze di pianista e compositore in “reading” di

poesia contemporanea, in particolare con la poetessa Ilde Bottoli. Ha composto ed esiguito anche la

colonna sonora di “il piano infinito”, cortometraggio vincitore del Corto Monf Festival 2008. A Cremona,

collabora come didatta con la Scuola di Musica Pontescound e con l’Associazione Diapason.

 

Ricky Turco – Batteria; Effetti elettronici

Si avvicina alla musica come chitarrista all‘età di 10 anni, ed inizia a suonare la batteria a 14. Partecipa

ad innumerevoli seminari con batteristi di fama internazionale come Tommy Campbell, Dom Famularo,

Billy Cobham, Skip Hadden, David Garibaldi, Dave Weckl, Steve Smith, Omar Hakim. Consegue il Diploma

presso l’Accademia di Musica Moderna di Milano. Perfeziona, in seguito, la sua preparazione a Hollywood

presso il prestigioso Musicians Institute sotto la guida degli insegnanti Chuck Flores, Joe Porcaro, Bob

Gabrielle e Tim Pedersen. Ha maturato grande esperienza dal vivo e in studio grazie alle collaborazioni

con formazioni come Cattive Compagnie e Exilia e artisti come Mauro Pagani, Giorgio Cordini, Andrea

Braido, Bob Franceschini, Alex Stornello, Ivano Borgazzi. E’ docente di Batteria e di Lettura Sincopata per

il Jazz nell’ambito del Trienno di Specializzazione in Musica Jazz del Conservatorio Dell’Abaco di Verona e

Coordinatore Nazionale della Sezione di Batteria del Modern Music Institute. Ha tenuto seminari didattici

in varie manifestazioni fra le quali il Meet e il Grooveday di Milano e il Sound Expò di Verona. Ricky è

laureato in Economia e Commercio e si occupa di organizzazione di eventi dedicati alla batteria e

manifestazioni quali il festival Verona Jazz ed il Concorso di bands emergenti Bande Sonore.

 

 

A PROPOSITO DEI  MILK…

 


L’omonimo disco d’esordio del trio Milk esce per la Philology di Paolo Piangiarelli, producer sempre con le antenne rivolte verso le novità intriganti. E anche questo avvistamento sembra essere di quelli in grado di suscitare interesse, dal momento che la seduta di registrazione di quest’album – datata luglio 2009 – ha dato alla luce dieci brani entusiasmanti(…).

Le melodie sono al centro dell’organizzazione sonora dei Milk. I loro brani rilasciano spesso il feeling da perfetta soundtrack(…). Valutazione: 3.5 / 4 stelle

Roberto Paviglianiti ( ALL ABOUT JAZZ ITALIA)

 

 

Chiamatelo minimal jazz, jazz postmoderno o post jazz, l’unica cosa certa è che il trio Milk combina con una certa coerenza elementi che vano dall’attualità jazzistica all’elettronica, passando per un’idea di suono in cui il silenzio sembra avere un ruolo del tutto fondamentale e in cui linee melodiche sempre in primo piano sembrano essere il tratto saliente dei temi(…). Un disco con una buona dose di originalità che in qualche caso (ma senza che questo diventi un plagio) può rimandare al trio Est di Esbjorn Svensson, il pianista svedese a cui è dedicato l’ultimo brano del cd(…).
Questo è un piano trio, dunque, che riesce a tenere abbondantemente le distanze dai cliché che questo tipo di formazione ha disseminato nella storia del jazz più recente(…)  A prevalere è sempre una sorta di ricerca dell’apollineo, del suono in valore assoluto, di un certo lirismo dalle cadenze nordiche, di una decontestualizzazione che va al di là del colore, un po’ come il bianco del latte… Milk, appunto.

Luigi Sabelli ( L’ ARENA DI VERONA; MUSICA JAZZ)

 
Il loro lavoro di debutto è un piacevole viaggio che utilizza il jazz come treno per passare attraverso territori piuttosto variegati, che spaziano dal pop al funky, con un divertito accenno pseudo-metal, riferimenti indiretti alla melodia italiana (…).  Un ascolto fluido e divertente.  7/10

Pier Luigi Zanzi (SUONO)

 

 

Jazz espanso, suoni urbani che incontrano la tradizione, un approccio che mischia il pop al rock, la voglia di rischiare, l’improvvisazione e la cura meticolosa della struttura dei brani. La Musica prima di tutto. Sono queste le direttrici lungo le quali pare muoversi milk. (…). Fresco come poche volte capita e , soprattutto, perfetto anche per orecchie poco abituate a frequentare il jazz più libero (…). L’unica preoccupazione dei milk. è produrre buona musica, senza categorie e prive di etichette.

Luca Muchetti (LA PROVINCIA DI CREMONA)