Un festival per elevare lo sguardo, scoprire le radici, cercare il sacro, aprirsi all’inatteso…

Subscribe elementum semper nisi. Aenean vulputate eleifend tellus. Aenean leo ligula, porttitor eu, consequat vitae eleifend ac, enim. Aenean vulputate eleifend tellus.

[contact-form-7 404 "Non trovato"]

Subscribe elementum semper nisi. Aenean vulputate eleifend tellus. Aenean leo ligula, porttitor eu, consequat vitae eleifend ac, enim. Aenean vulputate eleifend tellus.

[contact-form-7 404 "Non trovato"]

Monteleone di Fermo
Montefalcone Appennino
Smerillo

VEN 15/07

ore 17:00
Smerillo

L’uomo che guardava la montagna

Piero Chinellato dialoga con l’autore Massimo Calvi

Un anziano, che sente arrivare la fine del suo tempo, chiede di essere portato nel luogo che lo ha visto crescere, per riempire lo sguardo della vista della montagna, il suo luogo del cuore, la sua Itaca interiore, l’orizzonte in cui, placato ogni turbamento e sedata ogni ansia, riannoda i fili della propria vita. Il lettore è condotto a riflettere sui temi e sulle domande cruciali dell’esistenza umana, accostati con scrittura lieve eppure profonda, in un dialogo spontaneo con chi dall’altra parte della pagina interloquisce intimamente. Quale luogo più adatto di Smerillo per conversarne?
MASSIMO CALVI Giornalista, è caporedattore centrale ad Avvenire. Ha scritto diversi saggi a tema economico e sociale. Ama contemplare la natura e camminare nei luoghi che lo hanno visto crescere. Con L’uomo che guardava la montagna (San Paolo, 2022) è alla sua prima “escursione” letteraria.
ore 17:30
Smerillo

In cerca della via

con Ida Matrone , Achille Ascari e Renato Pocaterra

Quando si è smarrita la strada e non si ha più una direzione verso la quale rivolgere il proprio cammino, è allora che il sentirsi persi cade addosso con un’angoscia invalidante. Ritrovare un orientamento non è facile. Alcuni ragazzi, in esemplari realtà di accoglienza ed ascolto, ci sono riusciti, grazie alle esperienze del Carcere di Bollate, della Comunità di accoglienza San Cristoforo e delle Comunità Dianova che narrano le storie coraggiose di chi si è messo in gioco per ritrovarsi.

IDA MATRONE Laureata in Lettere Moderne ha insegnato per 38 anni Religione in un Istituto Professionale dell’hinterland milanese. Già da insegnante ha vissuto un rapporto diretto con la realtà carceraria, dedicandosi a progetti che permettessero l’incontro tra il mondo della scuola e quello del carcere. Dal 2010 entra come volontaria dell’Associazione Incontro e Presenza nella II Casa di Reclusione di Bollate. A luglio 2021 la casa editrice Ares ha pubblicato il suo libro Lettere da un carcere. Racconti e volti di un’amicizia.
ACHILLE ASCARI Fondatore e Direttore della Comunità Agricola di Accoglienza San Cristoforo ad Amandola per l’accoglienza di persone in situazione di difficoltà socio economica o psicologica, con problemi di dipendenze patologiche e/o provenienti da strutture carcerarie.
RENATO POCATERRA Direttore Generale di Dianova, cooperativa sociale, laica, che da oltre trentacinque anni si prende cura nelle sue 5 Comunità Terapeutiche in Italia di persone con problemi di dipendenza da sostanze; in questi anni Pocaterra ha gestito numerose Enti del terzo settore in ambito sanitario e socio-sanitario ed è stato responsabile di numerosi progetti di ricerca in ambito psicosociale sul disagio giovanile.

 

A seguire
Presentazione della mostra
allestita presso il museo MACS di Smerillo
Faccio dieci passi e poi mi fermo
Racconto fotografico di Gianmaria Pennesi
A cura di Dianova – Montefiore dell’Aso

ore 18:30
Smerillo

Sibilla spritz time

Aperitivo della distilleria Varnelli

ore 19:00
Smerillo

Sperdimenti – tra pensieri e ritmi
Poeti e musicisti (s)perduti

con Massimo Donà e Davide Rondoni

Quando la tensione creativa di poeti e musicisti viene vissuta al punto tale da avvicinarsi allo smarrimento totale, è lì che ha inizio qualcosa di veramente artistico, dove c’è solo energia che trasforma. Può accadere nella musica rock, così come in alcuni poeti di ogni tempo, custodi di esperienze apparentemente opposte che permettono di vivere in una forma esaltante e profonda, come una vita che si contenta dell’ordinario, non potrà mai consentire di fare.
MASSIMO DONÀ Musicista e filosofo è professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Ha all’attivo ben 7 CD musicali incisi con i suoi gruppi. Tra le sue ultime pubblicazioni filosofiche: La filosofia di Miles Davis. Inno all’irrisolutezza (Mimesis, 2015); Tutto per nulla. La filosofia di William Shakespeare (Bompiani, 2016); La filosofia dei Beatles (Mimesis, 2018); Di qua, di là. Ariosto e la filosofia dell’Orlando furioso (La Nave di Teseo, 2020).
DAVIDE RONDONI Poeta e scrittore, ha vinto alcuni tra i maggiori premi di poesia. È tradotto in vari paesi del mondo. Collabora con programmi di poesia e cultura in radio e TV ed è editorialista per alcuni quotidiani. Ha fondato il Centro di Poesia contemporanea dell’Università di Bologna e la rivista clanDestino. È autore di teatro e traduttore. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Salvare la poesia della vita (EMP, 2018), E come il vento (Fazi, 2019), Noi, il ritmo (La Nave di Teseo, 2019), Che cosa è la natura? Chiedilo ai poeti (Fazi, 2021).
ore 22:00
Smerillo

Senza Meta

con Domenico Iannacone

«Per guardare dentro l’anima degli uomini bisognerebbe essere per un poco invisibili, bisognerebbe osservare la vita degli altri senza essere visti. Dovremmo essere come gli angeli di Wim Wenders ne “Il cielo sopra Berlino” che posano sugli altri il proprio sguardo senza timore di opprimere. Se solo si potesse camminare a fianco di tutti quelli che nella vita non hanno direzione o scopo, e appoggiando la propria mano invisibile sulla loro spalla toccarli e dargli conforto senza farglielo pesare, cosi da aiutarli a capire che il loro cuore non è solo». Domenico Iannacone ci apre al racconto dell’anima. Seguendo la linea tracciata dalle sue inchieste televisive ci avvicina alle vite degli altri sempre sospese tra la paura di perdersi e la voglia di ritrovarsi.
DOMENICO IANNACONE Ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica, diventando inviato di punta di Ballarò e Presa diretta (Rai3). Ha ideato e condotto il programma d’inchiesta “I dieci comandamenti” e dal 2019 è in onda con “Che ci faccio qui” uno tra iprogrammi di approfondimento più seguiti di RaiTre. Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Con i suoi film documentari ha ricevuto prestigiosi altri riconoscimenti internazionali, tra cui nel 2021, il Premio Kapuściński. Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.